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I nostri brand, se vogliamo dividerli in due macro-categorie un po’ generaliste e facilone, possiamo dire che sono italiani e stranieri: alcuni sono parte della nostra storia – li compriamo fedelmente e appassionatamente da 10, 15 o anche 25 anni – altri sono nuovi: li troviamo in showroom o in qualche salone milanese o parigino e decidiamo che vale la pena averli con noi da mischiare al resto, una parte di questi poi invecchierà con noi, un’altra rimarrà solo per una prova.

Qualcuno dei nostri marchi talvolta lo smettiamo per due stagioni, giusto per fare dei test su qualche novità offerta dal mondo della moda che magari, avendo il medesimo target di un’azienda che già abbiamo, entrerebbe in competizione nella vendita. Ma in genere facciamo un po’ fatica ad abbandonare la strada vecchia per la nuova, perché ci affezioniamo allo stile, alle persone, alle idee e alla storia di quel Marchio. E perché le nostre aziende ci danno spesso soddisfazioni sia di stile che di qualità.

La nostra scelta è prevalentemente italiana fatta eccezione per qualche prodotto francese irrinunciabile e una chicca giapponese che ci accarezza i piedi da oltre trent’anni.

Un’azienda di borse non belle, di più. Eleganti ma da giorno.

Rigorosamente fatte in Italia e questo significa tanto, sia in termini di finiture che di materiali.

Lo stile è molto forte, se ti abitui a vederle poi riconoscerai una borsa Afhra ovunque. La designer, Monica Chiozzi, ha creato borse per vent’anni, in tantissime aziende importanti del panorama moda italiano, ultima nel calendario la Tod’s per cui ha creato borse per ben 15 anni.

Quando le clienti ci dicono “ma in effetti mi ricorda un po’ le borse Tod’s”, la verità è che sono le borse Tod’s che sono “intrise” di Monica.

Nel 2009, grazie al gusto femminile di donne attente alla moda, nasce la BB BRACELET BAG che porta il brand Almala in maniera prorompente nel mondo fashion italiano e successivamente estero.
Ogni nuova collezione propone e aggiunge oggetti nuovi spaziando nei colori, nelle forme e nei materiali per donare all’universo femminile un arcobaleno di proposte tutte rigorosamente Made in Italy.
Design e produzione sono frutto dell’attento lavoro da parte di Mariavittoria Pasotti e Alessandra Vitali. La prerogativa del brand è una continua cura delle finiture combinata alla migliore qualità dei materiali. Il nostro punto vendita da anni espone e vende i bellissimi bijoux dell’azienda.

Alysi nasce nel 1996 ed ancora oggi è guidata dalla famiglia fondatrice che, con passione e dedizione, da oltre vent’anni si dedica alla crescita del brand. Nel corso del tempo, alle collezioni di abbigliamento per donna, è stata affiancata una linea di accessori e scarpe denominata “Accessoreria Alysi”. L’azienda ha sede a Roma, nel cuore del tessuto commerciale capitolino, con un headquarter di 4000mq che racchiude logistica, magazzini e tutti gli uffici direzionali. L’attenzione alle lavorazioni, la scelta dei tessuti, la ricerca di forme e materiali, lo studio dei volumi e la
realizzazione di stampe e grafiche rappresentano l’ormai inconfondibile DNA del brand. L’attività di ricerca è costante e viene condotta in ogni parte del mondo, ovunque sia percepibile l’emozione di un capo.
L’internazionalizzazione rappresenta una delle leve su cui il marchio punta maggiormente: ad oggi le collezioni Alysi sono presenti in 16 paesi con più di 700 stores multibrand.

Questo marchio italiano di borse viene creato dalla designer Giuliana Guiso, formazione da scenografa e grande passione per lo stile, attorno al 2010. Inizialmente il successo è notevole prevalentemente all’estero, in primis in Giappone, ma da qualche anno la sua politica commerciale ha cominciato a guardare anche al mercato italiano entrando in tanti negozi molto noti, in primis La Rinascente e poi in altri 150 punti vendita multibrand. “Il prodotto in Rinascente non è andato in saldo”, ricorda orgogliosamente la Guiso e da qualche anno i fatturati lo dimostrano. E aggiunge: “Anita Bilardi ha un’identità vera, non copia e ci riesce soprattutto grazie alla trasformazione della materia prima, cioè sapendo lavorare la pelle. Possono anche copiarti il tipo di borsa, ma non possono copiarti quel tipo di materiale e di lavorazione”.
Il nome del marchio è dedicato alla bisnonna della Guiso, che disegnava borse. “Ho trovato una borsa in lana fatta da lei e allora, dopo qualche anno di riflessione e studio, ho deciso di proseguire questa sua eredità”. E pare esserci riuscita.
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Le famose calzine di Antipast fanno parte della storia del nostro negozio dagli albori, poco dopo la nascita della nostra boutique, nel 1991. Se è vero che nessun vestito è bello senza una scarpa bella, è altresì vero che nessuna scarpa bella è bellissima senza una calza meravigliosa che la accompagni. Queste calze giapponesi, raffinate e bambinesche, hanno l’erotismo chic delle cose che ammiccano senza essere plateali. La qualità dei materiali e dei ricami le rende incomparabili alla maggior parte dei prodotti in commercio, dopo anni di uso e lavaggi rimangono belle come quando le si comprò la prima volta. Il nome “Antipast” è un elogio della portata italiana che modera l’appetito e talvolta lo placa ma sempre in maniera golosa, in ogni caso un piatto che soddisfa per primo gli occhi e poi anche il resto. Chi prova Antipast ci ricade, questa la vera certezza.
Le designer del brand sono JUNKO JINUSHI and KYOKO KATO.

Il brand Ash nasce nel 2000 grazie all’estro creativo di Leonello Calvani e Patrick Ithier, etrambi professionisti del settore con esperienze precedenti in aziende quali Charles Jourdan e Stephane Kelian. Lo stile di Ash è molto moderno, questo significa sia attento al gusto dei più giovani che notevolmente in linea con le esigenze di una donna che lavora, che deve essere comoda ma che non ha nessuna voglia di sposare un gusto troppo classico e tradizionale. L’azienda, inizialmente distribuita solo in Italia, ha attualmente allargato i suoi confini in tantissimi mercati: oltre a quello europeo, anche ad Asia e Stati Uniti. Oltre ai numerosi multibrand, si stanno diffondendo nelle capitali anche i monomarca: a Parigi, Londra, Barcellona, Roma, Atene, Copenhagen, Taipei, Tokyo, Milano, Seoul e New York. Ash si compone delle linee di calzature sportiva e fashion, noi preferiamo la prima anche se la prima scarpa che abbiamo comprato di Ash, circa 12 anni fa, è quella che ha reso famoso il marchio: la simil Converse-All Star in pelle con borchie.

Fresca, italiana, piena di fantasia e furbetta. Furbetta nei prezzi, nelle vestibilità dei cady e dei punti Milano, negli abiti con forme ammiccanti che esaltano la figura. Fantasia sfrenata per abiti e camicie, sfrenata per forme e colori. Italiana perché l’azienda è di Treviso e fresca perché, pur vestendo le donne adulte, sa conquistare con il suo gusto per la festa, la sera e lo svago anche il pubblico giovane. L’abbiamo conosciuta per caso e apprezzata nelle stagioni perché mai ci ha deluso nella sua capacirà di migliorare le forme delle donne. Molto apprezzati anche i tailleur da lavoro e le giacche da spezzare.

Qualche anno fa è entrata a far parte delle aziende scelte da Folli Follie per la sua proposta di gioielli divertenti che vestono come fossero quasi dei foulard. Lo stile mescola ricerca, amore per l’oggettistica antica e il modernariato, tocchi dark ma anche barocchi e uno stile che diventa via via sempre più inconfondibile e unico. Amatissime le rivisitazioni dei rosari, le collane corte quasi a collare e quelle lunghe e piene di ciondoli sempre nuovi, i bracciali e gli anelli.

“In order to be irreplaceable one must be always different”. Questo è il mantra a cui Camerucci si ispira per la produzione, riuscendo a creare un prodotto nuovo, diverso e particolare. Una sciarpa stampata e poi ricamata a mano è ciò che fa capire qual è la cosa importante per Camerucci: la cura del dettaglio. Linee in modal, garza di cotone, cotone, lana e seta sono la base di un prodotto diventato famoso grazie alla moltitudine di colori, alle fantasie floreali e alle impunture colorate che per la prima volta hanno caratterizzato il mondo sciarpa. Insomma, anche il cappotto più grigio e lo spolverino più beige smetteranno di essere tristi!

Se volessimo sintetizzare il concetto dello stile e del lavoro di Campomaggi con un’immagine, diremmo che si tratta del profumo del cuoio unito all’abilità delle mani che lavorano la pelle, protagonista indiscussa di tutte le collezioni, il tutto tenuto insieme da creatività, precisione nei dettagli e costante ricerca di una bellezza senza tempo.
Ogni borsa Campomaggi racconta una storia ed è una storia in cui la cura e attenzione per le peculiarità del prodotto sono fondamentali fin dagli esordi, vale a dire fin dalla creazione del primo prototipo, una fase molto delicata e il primo passo che rende concreto ciò che prima era solo un’idea.
L’azienda nasce per opera del suo designer, Marco Campomaggi, nel 1983.

Chiara P sigla con eleganza piccoli gioielli di stile che, attraverso i loro particolari, esprimono la personalità e il mondo della donna che li porta.
Ogni pochette, immaginata e studiata nei minimi dettagli dalla giovane imprenditrice Chiara Perfetto, nasce da uno stato d’animo, da una rivelazione, come un sogno da indossare e condividere.
La società di famiglia, attiva da più di trent’anni nel campo della pelletteria e degli accessori, nel 2008 ha creato il nuovo brand Chiara P. Le creazioni sono caratterizzate dalla qualità dei manufatti, ottenuta grazie alla ricercatezza dei materiali utilizzati e alla profonda cura dedicata ad ogni aspetto del lavoro di produzione e di rifinitura manuale. Le borse e le calzature Chiara P sono in vendita presso showroom e negozi selezionati in Italia e nel mondo.

Chie Mihara lancia la sua linea di calzature per la prima volta nel 2002 in Spagna, a Elda, dove si trova l’azienda produttrice. Il fine principale dei creatori del marchio è la produzione di una scarpa molto comoda ma insieme piena di stile e non classica. Quindi ideale per una donna che lavora, si muove a piedi ma che non per questo rinuncia allo stile e alla bellezza. Se dovessimo identificare uno stile che fa da filo conduttore al prodotto, diremmo che c’è una sorta di “infarinatura” vintage che unisce il retrò femminile degli anni trenta a spunti originalissimi più contemporanei, talvolta anni Ottanta, per forma dei tacchi e accessori, altri anni Settanta per materiali e accostamenti dei colori. Rimane negli anni un rarissimo esempio di azienda che riesce a creare mezzi tacchi lontani anni luce dal gusto “zia” e tacchi alti distanti dallo stereotipo più banale della seduzione.
Ormai il brand annovera tantissimi clienti nel mondo e anche multistores di fama mondiale: Bergdorf Goodman and Neiman Marcus negli Stati Uniti, Selfridges in Inghilterra, Isetan in Giappone e Le Bon Marché a Parigi.
La nostra personale esperienza con questo Brand, che acquistiamo da circa 15 anni, è di rara soddisfazione: di rado – per non dire mai – abbiamo resi per difetti di calzata, nessuna delle persone che lavorano in negozio resiste per più di una stagione senza comprarsi una scarpa Chie e il cliente che la compra una prima volta diventa quasi sempre fedele al marchio e, quando torna a comprarne un altro paio, la sua frase classica è “da quando le ho comprate, non le ho mai tolte”.

Le borse di Patrizia Montanari si distinguono per sobrietà e pulizia. Chi cerca una borsa elegante, non sceglie Corsia ma chi sceglie un prodotto in pelle da giorno, comodo ma anche femminile ha la garanzia di trovare nelle sue borse stile, durata, buona qualità dei materiale e un’estetica che non stanca col passare degli anni.

Crochè è un brand d’abbigliamento per donna nato nel 2014 a Firenze i cui prodotti sono interamente realizzati in Italia. Il marchio si rivolge alle donne della nuova generazione mantenendosi ancorato alla tradizione dello stile e del gusto italiano. La filosofia aziendale prende forma a partire da un concetto che unisce eleganza, praticità e comodità. Nelle collezioni Crochè spicca la maglieria come elemento d’unione dei vari tessuti e materiali. La realizzano i fratelli Marco, Laura e Patrizia Tofani che vantano un’esperienza decennale nel campo della maglieria e della moda, infatti la loro azienda è lo storico Maglificio Laura Patrizia che da più di cinquant’anni produce abbigliamento per i più importanti brand italiani e stranieri.

L´atelier di Emma Caimi Pellini nasce a Milano nel 1947. Dopo aver studiato all´Accademia di Belle Arti di Brera, nel 1950 Emma Pellini partecipa alla Triennale di Milano vincendo il II° e il III° premio all´esposizione “Imitazione del gioiello”. Nel 1951 viene invitata ad esporre le sue creazioni a New York da Saks Fifth Avenue. Nel 1964 la figlia Carla continua la sua attività a Palazzo Belgiojoso, in via Morigi, dove ancora oggi sorgono show room e ufficio stampa. Nel magnifico atelier di famiglia la figlia Donatella apprende l’arte del bijoux e la reinterpreta con una visione contemporanea. Negli anni ´80 inizia ad esporre le collezioni di bijoux in plexiglass, pvc e rhodoid da Bergdorf Goodman e Saks Fifth Avenue a New York, da Neiman Marcus a Dallas e Los Angeles.
Negli anni ´90 collabora con stilisti italiani e francesi. Donatella si fa conoscere per la sperimentazione sulla resina che è ancora oggi la caratteristica dell´azienda Pellini, una tecnica moderna ma di tradizione artigianale. Nel 2000 nasce anche la collezione di pietre semipreziose firmata Donatella Pellini. I bijoux Pellini si trovano a Milano nei tre negozi di via Manzoni, via Morigi e Corso Magenta, in quello di Parigi aperto nel 2005, proprio nell´incantevole giardino del Palais Royal, e anche in prestigiose boutiques multi-marchio nel mondo.
La ricerca e la sperimentazione sono le caratteristiche predominanti del prodotto Pellini. La resina diventa il veicolo attraverso il quale sperimentare, avvolgendo pigmenti, frammenti di pietre e di tessuti, sabbie, fotografie, carte dipinte, disegnate o stampate. Materiali poveri ma di lavorazione preziosa, le resine sono colate a mano, pezzo per pezzo.

La seconda linea di Isabel Marant affianca la prima fin dal 2000 e nasce per creare una collezione più facile da usare nel quotidiano e sicuramente più casual. Il debutto avviene alla fiera di Parigi del Ready-to-Wear del 1999. Inizialmente la linea era molto incentrata su jeans e t-shirts, poi la collezione, forte del successo di pubblico, si è espansa e propone tutti i capi che hanno reso famoso il marchio negli ultimi anni, includendo anche la famosa sneaker con rialzo interno che ha fatto dell’azienda un brand famoso nel mondo.

La collezione “Exquisite J” nasce nel 1993 dall’incontro fortunato tra Giancarlo Ferrari, un artista diplomato all’Accademia di Belle Arti, e Francesco Bonamano, appena laureato in architettura al Politecnico di Milano. Inizialmente la linea si ispira al riciclo di materiali che danno forma citati per la prima volta nel Dizionario della Moda di Guido Vergani. Nel 1998 viene presentata la prima vera collezione “Exquisite J” che incontra il consenso di alcuni tra i più importanti compratori internazionali tra i quali spiccano Barney’s, Takashimaya, Lane Crawford, Isetan, Bus Stop, I.T..
Lo stile contemporaneo della collezione è dettato dall’uso di materiali naturali, morbidi, femminili, e dall’alto grado di artigianalità che caratterizza ogni singolo pezzo. Tutto viene prodotto in Italia. Attualmente, nel nostro punto vendita, fra gli accessori di Exquisite più amati ci sono le cuffie (belle, colorate, di materiali diversi, originali negli accostamenti), le cinture elastiche, i guanti e le pochette.
ad ironici gioielli e piccole borse sempre dal gusto retro. In tutti questi anni Giancarlo e Francesco hanno coltivato varie esperienze stilistiche nel campo degli accessori, collaborando con numerosi marchi internazionali nonché per prestigiose produzioni teatrali. Nel 1996 vengono

Giorgio Braschi è un designer italiano che nasce a Bologna nel 1967; da sempre la sua famiglia lavora nella produzione di capi in pelle. Agli inizi il suo business consiste nella realizzazione di giubbini tecnici da moto; successivamente, si occupa della produzione di linee pret-a-porter dalle quali emerge la sua passione per la moda. Nel 2001 nasce l’intuizione vincente di fondere il lusso della pelle con lo stile del fashion e di creare una collezione di capi tinti in pelle di alta qualità. Ricerca e tecniche di lavorazione artigianale, gli permettono di creare capi speciali di abbigliamento e accessori dalla soffice nappa. L’artigianalità della produzione conferisce alla collezione un look ricercato e dal sapore vissuto. Ogni capo è unico e caratterizzato da linee e forme originali che, abbinate a particolari tecniche di lavaggio, creano giacche, borse e scarpe sempre diverse tra di loro.
Lo showroom di Milano si trova nel cuore della moda, in via Bezzecca, ed è allestito in perfetta sinergia con la filosofia dello stilista che unisce, fino quasi a confondere, lo stile retrò tipico dell’atmosfera bohemien dei salotti parigini con quei vecchi muri, realizzati con mattoni a vista, caratteristici del più puro stile del meatpacking newyorkese.
Il nostro punto vendita, ormai da dieci anni, vende con successo tutte le borse Brato che, nelle ultime stagioni, stanno arruolando una schiera di affezionate sempre più fedeli.

“Pazzia. Follia. Incendio. Tutte parole familiari. Sei arrivato qui per un motivo molto semplice. Sei completamente folle. Ma attenzione. Non stiamo parlando di quel genere di “pazzia” della serie “le mie amiche sono tutte un po’ pazze”. No. Tu sei fuori di testa. Letteralmente. Ora potresti anche cercare una cura. Ma se lo fai potrebbe succedere qualcosa di terribile: potrebbe funzionare. E allora saresti come tutti gli altri. No. Noi non siamo la cura. Siamo solo un modo per vestire la tua follia. Quindi metti in pausa la chat con il tuo amico immaginario. Fai un bel respiro. E non dare retta a nessuno, ad eccezione delle voci che senti nella tua testa. Perché la libertà è ovunque, tranne che nel buon senso”.
Questa è la presentazione che il marchio “Happy Sheep. Uncommon Sense” vuole dare di se stesso. Concretamente possiamo dire che si tratta di filati bellissimi come qualità, di forme molto interessanti, di colori e fantasie mai banali anche quando si tratta delle righe, onnipresenti in tutte le collezioni, o dei pentagoni anni Settanta o addirittura dei fiori. Questa maglieria ci piace talmente tanto che riusciamo a comprarne tanta anche per la primavera-estate, stagione in cui normalmente le aziende di maglie soffrono per recuperare vendite con l’invernale. Assolutamente da testare. Da qualche anno ha allargato la proposta anche agli abiti, le gonne e i pantaloni, tutti rigorosamente di maglia.

Il marchio Ink è davvero antico, la storia aziendale di Ink ha infatti inizio in Italia nel 1905, quando le calzature venivano lavorate interamente a mano e la qualità era totalmente determinata dall’uomo che le realizzava. In quegli anni, Luigi Bernacchini fondava la propria bottega di calzature per uomo, l’attuale BERNACCHINI 1905, che si distingueva per il raffinato stile e la cura dei particolari: pregio dell’artigianato marchigiano. La conduzione famigliare fu ereditata, nel 1960, da Palmiro Bernacchini, figlio di Luigi, che allo stile classico congiunse nuove linee sportive e favorì l’approdo del marchio nei mercati internazionali. Il connubio di un’antica tradizione calzaturiera volta alla qualità e un nuovo design oggi si chiamano INK: il nuovo marchio ideato dai figli, terza generazione del calzaturificio BERNACCHINI 1905, unisce infatti le tradizioni tramandate della lavorazione artigianale a un design moderno, proponendo un prodotto unico dallo stile giovane e raffinato e con le linee uomo e donna esclusivamente prodotte in Italia.
Le calzature INK sono realizzate con pellami conciati con antichi procedimenti, colorati con cere naturali e cuciti con spago in fibra vegetale alla suola in cuoio. Il lungo tempo di formatura e la tradizione di BERNACCHINI 1905 garantiscono comodità e perfezione.
L’area geografica dove avviene l’intero processo produttivo è circoscritta alle Marche, regione del centro Italia e cuore della storia calzaturiera italiana. I materiali, lo stile, le persone, sono scelti per INK in base alle loro qualità e non solo in relazione al loro prezzo.
Cosa dicono le clienti di Ink? Dopo che compri un loro stivaletto, smetti di comprare tutto il resto.

Il marchio nasce per la prima volta nel 1989 col nome di Twen e si presenta a tutti gli effetti come un’azienda di maglieria. Col nome personale della stilista il brand esce per la prima volta nel 1995 e lo fa con una sfilata nel cortile di una casa occupata e con le sue amiche come modelle. Più o meno tre anni dopo la Marant aprirà la sua prima boutique dentro il vecchio laboratorio di un artista che è tuttora la sede storica del marchio, in rue de Charonne, nella zona della Bastille.
22 anni dopo ma sopratttutto 22 boutique dopo, l’azienda è cresciuta e conosciuta in tutto il mondo ma la filosofia principale dello stile rimane identica a se stessa: un meraviglioso mix di vestibilità e materiali che si oppone decisamente al gusto classico e che mette insieme spunti militari, vestiti over da papà ma anche una femminilità mai convenzionale e per questo spesso molto sensuale. Il nostro punto vendita la acquista e vende dal 1998.

Nata a Modena nel 2005, nel territorio che è il cuore pulsante della maglieria italiana, Jucca è il frutto del riuscito sodalizio professionale fra l’imprenditore Federico Zannini e la designer di moda Lorella Manicardi. La sua filiera al 100% italiana ne sancisce la qualità di materiali, forme e finiture ma anche la grande originalità dello stile. La sua scelta estetetica mira a valorizzare la figura femminile senza ricorrere a stravaganze ed eccessi, si punta molto a uno stile informale e quotidiano, cosmopolita e femminile, per un target di clienti che amano vestire glamour senza diventare vittime del fashion. I capi originali sono declinati in una palette cromatica ricca e armoniosa. Le linee mescolano echi stilistici dagli anni ’70, tagli rigorosi, note romantiche, gusto retrò e anche qualche stampa bon-ton.

Alfredo Boccaccini, il fondatore di L’Autre Chose, è cresciuto nel “cuore” dell’azienda Boccaccini, fondata nel 1959 dal padre. La società ha iniziato come una piccola azienda familiare ma con una posizione di rilievo tra i designer di calzature della Regione Marche, questo sia per lo stile dei modelli – fin da subito particolarmente ricercato – che per l’utilizzo di materiali innovativi. Nel 1987, Alfredo ha deciso di unire una profonda conoscenza del prodotto con la propria passione, gettando le basi per la nascita di una nuova collezione con il marchio L’Autre Chose, letteralmente “l’altra cosa”, che riassume il concetto che vuole essere alla base dello stile del brand: la capacità di unire uno stile molto francese alla capacità di costruzione del prodotto tipica del Made in Italy.
I risultati sono stati immediati e hanno visto Barneys NY come primo buyer. Così come sono seguite le collaborazioni con i “nuovi grandi nomi” del tempo: Patrick Cox, Martin Margiela, Alexander McQueen, Sartore. Negli ultimi anni L’Autre Chose ha esteso la sua popolarità a moltissimi paesi guadagnando punti vendita ovunque e tanti clienti finali assolutamente fidelizzati. Questo grazie anche al successo riscosso dalla collezione abbigliamento Ready-to-Wear che è stata lanciata nel 2005 ed è stata disegnata da Michela Casadei, la moglie di Alfredo. Oggi Michela è anche il direttore creativo del marchio. Il RTW rappresenta la seconda tappa del marchio e contribuisce, stagione dopo stagione, a rafforzare l’internazionalizzazione del brand.
Negli ultimi anni l’azienda è stata acquisita da un gruppo di investimento molto più grande che ha mantenuto però tutta la produzione di calzature in Italia e permesso una distribuzione capillare che punta molto sia sui clienti affezionati – noi la compriamo da più di 20 anni – che sui monomarca, ultimo aperto il bellissimo punto vendita di Via Manzoni a Milano.

Laura Urbinati è una stilista romana, milanese di adozione, di formazione statunitense. L’arte e il mare sono i fili conduttori della sua vita: Laura è figlia di Giulio Urbinati, importante collezionista di arte moderna e la famiglia è titolare dello storico stabilimento balneare Gambrinus di Ostia, frequentato da personaggi icone di stile come Audrey Hepburn, Sofia Loren, Gianni Agnelli, Giorgio De Chirico. Studia Lettere con indirizzo in Storia dell’Arte Moderna a Roma e contemporaneamente apre una galleria d’arte con sua sorella. In quel periodo, facendo la spola con la California, cerca un motivo per starci il più possibile e realizza in Italia una prima collezione di costumi da bagno, un piccolo debutto che vede protagonista un unico modello, l’olimpionico con profili a contrasto. Nel 1986 Laura Urbinati partecipa a Neomoda, il primo salone dedicato ai giovani fashion designers e ottiene il primo successo di vendita venendo scelta da importanti boutique nazionali ed estere. Vogue, Marie Claire e Harper’s Bazaar si accorgono di lei in quel periodo e in un attimo interi e bikini sono fotografati addosso alle Top model Kate Moss, Christy Turlington, Elle McPherson, Naomi Campbell, Claudia Shiffer, Eva Herzigova.
Forte di questo successo targato Usa, nel 1989 Laura apre la sua prima boutique a Los Angeles. Lo spazio, minimalista e essenziale, situato su Sunset Plaza, propone, oltre alla sua linea, una selezione di stilisti in quel momento ancora emergenti come Martin Margiela, Ann Demeuleemester e Helmut Lang. Tra le clienti, Uma Thurman, Sofia Coppola, Demi Moore, Sienna Miller, Anjelica Huston, Nicole Kidmann, Pamela Anderson. Parallelamente Laura Urbinati diventa direttore creativo delle linee mare e intimo di Cacharel e in seguito di Missoni Mare, collabora con Alberto Biani per le linee Alberto Biani e New York Industrie. Apre poi un negozio a Milano e due a Roma, scegliendo come location affascinanti zone storiche al posto dei classici circuiti dello shopping.
Nel corso degli anni, oltre ai costumi, la stilista inizia a disegnare capi di abbigliamento con il desiderio di creare una collezione caratterizzata da linee essenziali, colori imprevedibili, stampe esclusive e senza tempo: “Quella a cui penso è una donna con passione per la moda, a cui però non dedica troppa importanza. Una donna senza artifici, purtroppo sempre di corsa, incapace di nascondere una vena di follia”.

Lenora crea e produce le sue scarpe a Desenzano, sul Lago di Garda, e si è fatta conoscere attraverso una scelta stilistica molto evidente, che rende il suo prodotto immediatamente identificabile dentro una vetrina mista. Lo stile delle forme rimane abbastanza classico, quindi femminile e bon ton, ma il tutto viene reinterpretato attraverso una scelta di colori e accostamenti di materiali che stravolgono l’idea più tradizionale del genere pur mantenendo l’imperativo dell’eleganza sobria e che non cavalca mai né il dark né l’hippy. Da sottolineare anche l’esordio della scarpa Lenora come scarpa da ballo, il creatore del marchio è infatti anche un ballerino di Tango, il che ha permesso di unire alla femminilità la continua ricerca di comfort e l’equilibrio fra tacco e postura tipici della scarpa da ballo.
Il brand nasce nel 2011 dall’incontro tra la grande tradizione manifatturiera di Antonio e la passione per la scarpa da tango di Dante: ricordiamo a tal proposito che le scarpe Lenora sono fatte a mano con grande passione e amore, sono interamente italiane nell’ideazione e prodotte con materiali italiani da artigiani italiani.

Monika si scrive con la K. perché la stilista viene dall’Ungheria e questa origine si riflette in molte scelte di colori e stampe digitali che “parlano” proprio di questa terra; ma questa non è la sola influenza che riscontriamo nello stile degli abiti e delle maglie di Monika che ha, tra le altre, subìto il fascino sia dello stile della sua città di adozione, Milano, che della sua artista-mito, Sonia Delaunay.
Monika Varga è nata in una città il cui nome sembra un incantesimo: Nyiregyhaza, una terra di cieli e di ricami: i bellissimi ricami dei costumi ungheresi con cui Monika è cresciuta. Tessuti etno-chic che hanno plasmato il suo gusto e il suo immaginario. Ma ci sono altri innamoramenti ancora. Quello per Budapest e la sua architettura; il fascino della decorazione e dei dettagli liberty, la passione per certi disegni “stencil” che si trovano tutt’ora nelle case più belle della capitale ungherese, quindi i fiori, i petali e le geometrie disegnate sulle pareti che decorano l’ingresso e le scalinate.

Dopo anni di consulenza commerciale e tecnica sull’acetato di cellulosa per aziende italiane e straniere, nel 1998 Celestino Pagani decide di avviare la sua attività imprenditoriale. Il suo primo laboratorio, a due passi dal Lago di Como, è un piccolo spazio dove egli finalmente può trovare tutta la libertà di creare le prime piccole collezioni di accessori in acetato molto colorate e rigorosamente fatte a mano. Grazie alla sua vasta conoscenza dei materiali, apre una collaborazione con l’azienda leader mondiale per la produzione di acetato di cellulosa, Mazzucchelli 1849, con cui creerà colori e motivi unici e ritrovabili successivamente nella sua collezione di occhiali. Il 2006 è l’anno della svolta in cui la sua collezione esce finalmente dal laboratorio col suo marchio, Pagani. Gli occhiali sono tutti creati seguendo i metodi tradizionali di manifattura, le montature, i materiali e i colori sono esclusivi e brevettati, le lenti sono quelle organiche CR39 e hanno tutte trattamenti di protezione IR, raggi UV e antigraffio. Ricordiamo che l’acetato è una resina anallergica che proviene dalla polpa del legno o del cotone e che solo i migliori produttori di occhiali la utilizzano. Ogni montatura da sole può essere utilizzata per creare occhiali da vista.

Brand assolutamente parigino con prezzi molto interessanti e un livello di costruzione di capospalla e giacche davvero “formidable”. Nel corso degli anni, grazie alle sue vestibilità azzeccate quando si tratta di tessuti quali il cady e il punto Milano, e a uno stile che non rinuncia mai ad essere femminile ma senza imporre linee bizzarre o troppo modaiole, è diventato una garanzia di stile anche fuori dalla Francia. L’azienda nasce dall’incontro fra un manager, David Jarmon, e una giovane studentessa canadese che sogna di diventare una stilista, si chiama Tara. Il loro incontro darà il via, nel 1986, alla prima collezione di abiti READY-TO-WEAR per donna. Ovviamente il nome sarà Tara Jarmon. A noi ha conquistato da poco più di cinque anni ma tantissimo.

Tela ci piace moltissimo e la compriamo da quando il brand è nato. Cosa ci piace? Che abbia un taglio da giorno e molto facile da portare, che mantenga una certa sobrietà di colori (molte tinte unite) che si amplia come gamma nella primavera-estate ma che si mantiene particolarmente nord-europea per quanto riguarda l’invernale (molto bianco, nero, grigio), che abbia sempre una notevole sensibilità rispetto al cambiamento delle forme e delle vestibilità, che offra una scelta perfetta di pantaloni molto diversi ma ideali nella capacità di vestire donne molto diverse fra loro. E in termini più irrazionali? Che proponga una donna un po’ androgina ma molto interessante, mai banale, con diversi tocchi di bizzarro, col senso della sua evoluzione nel tempo della storia e nel suo tempo individuale. Noi la amiamo molto questa azienda e ogni anno la sua direttrice creativa, Federica Morra, con esperienze precedenti in aziende quali Max Mara, Cerruti e Dolce&Gabbana, ci conferma i nostri pensieri. La sede produttiva è a Verona, i prodotti sono rigorosamente Made in Italy.

Le scarpe di Thétis sono un marchio da donna che ispira la sua estetica alla mitologia greca, allo zoccolo che diventa sandaletto per essere portato comodamente sui ciottoli. Aperti in estate e chiusi in inverno, questi sandali rigorosamente in pelle e fermati alla suola da borchiette dorate, ricordano molto l’evoluzione elegante e modaiola dello zoccolone anni settanta da portare coi gonnelloni. Dalla Primavera Estate del 2020 ha inserito anche qualche tacco un po’ più alto e aumentato le tipologie di pelle e colori. Per l’inverno solette in lana per portarli senza timore di patire il freddo anche in dicembre e gennaio. Non mancano mai i cavallini zebrati e maculati e i glitter. Fatti a mano e realizzati al 100% in Grecia, sono frutto però da un design italiano.

Nasce nel 2007 con l’idea di ridare alla pelle la sua giusta parte. Il nome è il manifesto del brand stesso: “Vintage” perché il giubbino in pelle è la sintesi del riportare in auge qualcosa di vecchio, un prodotto di gusto e di valore senza tempo, “De Luxe” per la scelta dei materiali innovativi per lavaggi e trattamenti, di qualità elevata, con in più la garanzia del made in Italy. Fra i modelli proposti quelli classici, dove è la continua ricerca del dettaglio a fare la differenza, ma anche tanti modelli originali come solo la pelle in certi colori e con determinate finiture e forme sa essere. I capi, dalla morbidezza inconfondibile, diventano spesso pura creatività: la pelle si borchia, si lasera, si dipinge per ottenere un prodotto anticonvenzionale e unico. Indossate come status simbol o come passepartout, le giacche di Vintage de Lux definiscono e trasformano in senso grintoso ogni look.

La passione ed il sogno appartengono alle persone che lavorano dentro Creazioni Mariarosa, un’azienda di abbigliamento che conta un’esperienza produttiva quarantennale e che spicca nella galassia di piccole e medie imprese del famoso distretto veneto del fashion. Quando parliamo di distretto veneto della moda, parliamo di aziende forti di un patrimonio di esperienze, conoscenza e gusto per il bello, oltre che per il ben fatto, che è il motore del Made in Italy e che è ciò che tanto ci fa ammirare nel mondo. Zhelda è un marchio di abbigliamento solo femminile nato proprio dalla passione per la qualità e l’eccellenza produttiva artigianale, è il sogno di creare capi che interpretano le esigenze e gli stili delle donne contemporanee, immerse in un mondo ricco di sfide e di opportunità per esprimere ed affermare se stesse. Le righe, i cotoni, gli abiti a fantasie piccole, i tessuti impalpabili e le nuance mai spente ci hanno conquistato e costretto a comprare tante delle sue proposte.

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